Guardando quest'immagine, mi sono rivista e mi sono accorta di quanto l'attesa sia devastante. La pazienza non mi appartiene, eppure la vita me ne chiede tanta, tantissima, da sempre. I greci avevano ragione, le parole, nel loro significato più autentico, ci aiutano a decifrare tante mozioni del cuore...l'attesa paziente è proprio un patire, è una lenta e corrosiva sofferenza, ma forse corrode quel che va corroso, il di più, il superfluo, per consentirci di fiorire in tutta la nostra bellezza.
Chissà... fatico a trovare un senso in questo momento, eppure questo non mi basta per arrivare alla conclusione che non ce ne sia uno.
All'ingresso di una sinagoga di Praga, c'era scritto: "Il silenzio placa l'ira".
(Bjiork - it's oh so quiet)

Non sai quanto io senta questo post...
RispondiEliminaSarò presto a Praga
Praga è bellissima, quasi irreale. Sono appena tornata con tutto il mio stupore e il carico di riflessioni che hanno dato vita anche a questo post!
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