mercoledì 14 dicembre 2011

One day


Quando ami qualcuno non puoi allontanarti... e in qualche misterioso modo ci si ritrova sempre, anche solo nel doppiofondo poco o molto frequentato dell'anima.

E come si impara ad amare qualcuno?

Chiara Lubich mi viene in soccorso e mi risponde empiricamente:
"S'impara ad amare, amando".

Semplicemente.




...come d'autunno (o d'inverno) sugli alberi le foglie?


 Guardando quest'immagine, mi sono rivista e mi sono accorta di quanto l'attesa sia devastante. La pazienza non mi appartiene, eppure la vita me ne chiede tanta, tantissima, da sempre. I greci avevano ragione, le parole, nel loro significato più autentico, ci aiutano a decifrare tante mozioni del cuore...l'attesa paziente è proprio un patire, è una lenta e corrosiva sofferenza, ma forse corrode quel che va corroso, il di più, il superfluo, per consentirci di fiorire in tutta la nostra bellezza. 
Chissà... fatico a trovare un senso in questo momento, eppure questo non mi basta per arrivare alla conclusione che non ce ne sia uno. 

All'ingresso di una sinagoga di Praga, c'era scritto: "Il silenzio placa l'ira"

Allora shhhhhhhh...


(Bjiork - it's oh so quiet)