Quando ami qualcuno non puoi allontanarti... e in qualche misterioso modo ci si ritrova sempre, anche solo nel doppiofondo poco o molto frequentato dell'anima.
E come si impara ad amare qualcuno?
Chiara Lubich mi viene in soccorso e mi risponde empiricamente: "S'impara ad amare, amando".
Guardando quest'immagine, mi sono rivista e mi sono accorta di quanto l'attesa sia devastante. La pazienza non mi appartiene, eppure la vita me ne chiede tanta, tantissima, da sempre. I greci avevano ragione, le parole, nel loro significato più autentico, ci aiutano a decifrare tante mozioni del cuore...l'attesa paziente è proprio un patire, è una lenta e corrosiva sofferenza, ma forse corrode quel che va corroso, il di più, il superfluo, per consentirci di fiorire in tutta la nostra bellezza.
Chissà... fatico a trovare un senso in questo momento, eppure questo non mi basta per arrivare alla conclusione che non ce ne sia uno.
All'ingresso di una sinagoga di Praga, c'era scritto: "Il silenzio placa l'ira".